Devo trovare le parole per esprimere tutto quello che è successo in questi giorni. Ho la testa piena di pensieri stupendi e mi sento come se mi si vosse versata addosso una secchiata di emozioni tutte insieme....per questo ancora non riesco a scriverne, devo ancora metabolizzare il dono che mi è stato fatto da Dio o da chi per lui.... Grazie, grazie, grazie. Grazie per tutto questo che spero un giorno di poter dire di aver meritato!
Non ci posso credere che manchi soltanto una settimana alla data di arrivo prevista per l'inquilina del piano di sotto. Sono volate queste quaranta settimane. Sono volate in modo assurdo, troppo troppo velocemente ed allo stesso tempo sono scorse lente, o se volete con il giusto tempo. L'idea che 40 settimane fa c'erano due cellule ed ora un esserino scalciante e caparbio mi sconvolge, mi esalta, mi butta nel più profondo baratro di scoramento (per l'ineluttabilità della cosa e le conseguenze che avrà sulla nostra vita) e mi solleva ai più alti picchi di estasi (per l'ineluttabilità della cosa e le conseguenze che avrà sulla nostra vita). Arriva, sta arrivando, tra pochissimo sarà qui. L'inquilina, la creatura con cui finora soltanto io ho avuto un rapporto, una relazione intima a tratti dolcissima a tratti irritante, sarà qui. Pronta ad aprirsi al mondo esterno, a ricevere stimoli. Una tavoletta vuota su cui scrivere frasi, disegnare tramonti, cantare canzoni. Un nuovo essere completamente vergine, puro, da tenere da conto come una cosa delicata da non rovinare ma allo stesso tempo da vivere ogni giorno, da godere a pieno per quanto possibile. Perchè se son volati questi nove mesi, queste 40 settimane, altrettanto voleranno gli anni a venire ed a breve, lo so, mi troverò a guardare indietro provando nostalgia. Provando nostalgia anche per le paturnie e le incertitudine di questi ultimi giorni, come già da qui provo nostalgia quasi per l'incoscienza e l'inconsapevolezza delle prime settimane, per i magoni dei primi mesi, per le belle cose che mi ha già finora portato questa esperienza. Ed il bello deve ancora iniziare. Sarà tutto questo gran mischione di pensieri e sensazioni che in questo momento mi rende instabile e mutevole. Altro che ottovolante, ogni volta si sposta il confine. Speriamo bene.
Appuntamento in consultorio per l'incontro con i papà. Diversi gli argomenti trattati.
E svegliata dai calci della bimba, nella serenità finalmente del potermi permettere un po' di riposo aggiuntivo, domani, per recuperare, succede di imbattersi in una vecchia pellicola e dilettarsi nella visione notturna, e pensare che in fin dei conti no, non è poi così male riprendersi un po' di tempo ogni tanto sorridendo dell'averlo recuperato.
Alla fine la fine è arrivata. Inaspettata e veloce, a ricordarci che determinate cose, alla fine della fiera, sono fuori dal nostro controllo e dalle nostre decisioni per quanto questo possa farci arrabbiare. Siamo comunque dei piccoli e nelle mani di qualcosa di più grande.
Ora cominciano le polemiche, i ricorsi, le recriminazioni, ma per fortuna da dove si trova ora Eluana di tutto questo non ha il minimo sentore. Lei già da tempo navigava lontano da tutto questo e ieri ha soltanto lasciato il suo scafandro, l'ultima zavorra.
In barba a tutto e a tutti ora le luci si spengono.
This is the end, beautiful friend
This is the end, my only friend
The end of our elaborate plans
The end of ev'rything that stands
The end
No safety or surprise
The end(...)
This is the end, beautiful friend
This is the end, my only friend
The end
It hurts to set you free
But you'll never follow me
The end of laughter and soft lies
The end of nights we tried to die
This is the end...
(The Doors)
Lasciate andare Eluana in pace!!!
bastaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa.........

ma si può vivere in un paese dove un pugno di vecchi che non conoscono il mondo e la vita reale ti deve dire come vivere e morire?
per non parlare di una classe dirigente di impediti corrotti e disadattati.
gente che non sa quanto costa un kg di pane, che non fà la fila alla posta, che non ha problemi col mutuo e con il prezzo dei pannolini della figlia, gente che non paga il caffè da quando costava 30 lire, gente che vive tra porpora e autoblu, vacanze gratis e mignotte.
gente che mi deve dire come vivere e come morire !
Ho trovato molti contributi sul caso di Eluana che in questi giorni riempie, tra alterni colpi di scena, le pagine della cronaca. Questo piccolo triuto ( http://www.flickr.com/photos/jimmorrisonlive/2655665408/) mi è sembrato sanguigno, verace e degno di nota proprio perchè sembra quello che ognuno di noi direbbe se Eluana non fosse una foto su un giornale , un nome in cronaca ma una di famiglia. Una persona amata e non "un caso di morale". La stessa morale che non permette che si usi la scienza per la ricerca prenatale, per sviluppare le staminali, per garantire vite che devono ancora nascere vuole che la stessa scienza venga impiegata per inchiodare ad un corpo non più suo un'anima che da tempo è già volata via. Quello che non si applica ad un momento naturale come il concepimento deve essere trasformato in accanimento in un altro momento naturale come la morte. Non c'è coerenza, ma soprattutto non c'è pietà in tutto questo.
Ieri coccole per donne. Io, B, e l'acciuga siamo andate da Acquamadre a fare l'hammam. Rituale meraviglioso, che sa di terre lontane e che ci ha riconciliato con lo stress della vita moderna...si, perchè anche da feto si può essere stressati e temo che l'acciuga già lo sia! L'hammam è in verità concepito come le antiche terme romane più che come il bagno turco tradizionale e prevede diverse stanze corrispondenti a diverse fasi del percorso. prima il Tepidarium a 36° dove ci si può lasciare andare in chiacchiere sottovoce tra vapori, giochi di luce e suoni dell’acqua. Sdraiati su panche di marmo riscaldate con degli anacronistici pentolini di zinco si procede ad abluzioni di acqua calda e sapone nero marocchino all’olio di oliva che lascia la pelle morbida morbida. Saremo strane ma stavamo come un pesce in barile -o forse nella pentola a pressione? - nel Calidarium a 45° dove la maggior parte delle altre ospiti sostava solo per pochi minuti! Saremo strane noi.... Poi sdraiate su tavoloni di pietra ci siamo fatte coccolare da u vigoroso gommage: entrambe abbiamo costatato che quello che facciamo sotto la doccia in confronto non serve a nulla vista l'evoluzione "prima-e-dopo" che abbiamo avuto. In aggiunta al pacchetto standard per me c'è stato, spontaneo e di staforo, un lungo massaggio rilassante al pancione da parte di una deliziosa assistente che ha lungamente coccolato l'acciuga...che dava calci appena smetteva di accarezzarla, come a dire "ancora! ancora!". Alla fine del percorso ci aspettava il Frigidarium a 30° con idromassaggio da cui che ci ha lentamente riportato a temperatura... Ciliegina sulla torta: il relax sulle chaise-longues dell'apposita sala, con una tazza di karkadè in mano e Norah Jones in sottofondo. Da applausi, siamo uscite galleggiando in un bozzolo di ebbrezza serena e sorridendo al mondo intorno a noi. Ci serviva a tutte, speriamo che duri! (Ciliegina sulla ciliegina in verità il body butter al frangipani dopo...ma quello ce lo siamo portato da casa.... da una casa lontana, laggiù tra gli eucalipti....AAAAH!)
"Claire ha diciassette anni. Quando scopre di essere incinta di cinque mesi, decide di partorire in gran segreto. Trova rifugio dalla signora Melikian, una ricamatrice che lavora per l'alta moda. Giorno per giorno, punto dopo punto, man mano che la pancia di Claire cresce, fra le due donne si instaura un rapporto madre-figlia. Perché i francesi riescono a girare film che gli italiani non realizzerebbero nemmeno sotto tortura? Questo interrogativo persiste nel cuore dello spettatore dopo la visione dell'ennesimo piccolo-grande capolavoro d'oltralpe. Strepitose le interpreti (Arianne Ascaride, musa di Guediguian, triste e depressa nell'elaborazione del lutto che l'ha colpita, ma capace d'un tratto di illuminarsi con un sorriso e Lola Neymark, dalla strepitosa chioma rosso fuoco), e valida anche la regia della Faucher che predilige i primi piani ed i colori pastello per raccontare una storia di ordinaria tristezza ma credibile nel suo happy end. Poche parole, mai fuori luogo, un film finalmente non urlato, fintamente dimesso, misurato, pudico e riuscito, da vedere. "
Il canale Cult di Sky sta dando moltissimo alle nostre serate. Martedì sera abbiamo visto la cronaca docu-fiction della Bloody Sunday irlandese, spesso ci nutriamo di documentari e storie fuori dal comune, ci hanno dato quel piccolo capolavoro di cinismo che è la serie "Mad Men". Ma l'altra sera come ciliegina sulla torta un film francese dai toni delicati, dalla tematica appropriata e dal fraseggio riflessivo e piacevole. Lo abbiamo fruito con piacere, io, Gubba e l'Acciuga acciambellati in un bozzolo unico di plaid sul divano con due gatti dormienti come guarnizione. Loro non amano il cinema francese, preferiscono i filmoni americani! E' valsa la pena restare in casa. per un film che gli italiani non solo non realizzerebbero nemmeno sotto tortura come recita la recensione di MyMovie.it, ma nemmeno trasmettono! E la domanda è sempre la stessa: perchè sono costretta a pagare Sky per avere in prima serata il sabato qualcosa di qualità da vedere?
...altro che canone Rai...
...ma questa è un'altra storia...
In questo periodo sono insofferente ad alcuni aspetti del mio stato che andrò ad elencare perchè se non altro mi sfogo. Odio alcune cose della mia ventisettesima settimana di gravidanza. Le odio proprio e sono le seguenti.
Ci sono parti della mia vita che in questo momento sono grigie, asfittiche, come qualcosa cui arriva poco ossigneno, poco nutrimento e stanno lì, appese ed inutili a mangiare tempo e risorse. E poi ci sono parti colorate, luminose come bucato steso al sole, che non aspettano altro che di essere vissute e fanno dimenticare tutto il resto. Almeno per un po', almeno fino alla prossima volta. Stavolta ero proprio giù, persa, triste, frustrata. La parola chiave è proprio FRUSTRATA!
Venerdi sera, il concertone in buona compagnia. Come nel 2007, nel 2005, nel 2003....come tante volte a partire da quel settembre del 1995 a Cortona Francesco mi ha saputo dare come sempre quello che cercavo in lui. Una scaletta molto malinconica, incentrata molto sul tempo che passa e sull'assecondarsi delle stagioni. L'ho visto per la prima volta dall'abbaino, da un posto sugli spalti, seduta. Un posto da sciura, un posto da pancione. Qualche lacrima e diverse risate come sempre me le ha tirate fuori. E' come un incontro con un vecchio amico, come tornare a casa. Il biglietto l'ho messo tra le pagine del libro di nascita di Alice, alla voce "la musica che ascoltavano i miei genitori quando sono nata"!

"Le imcomprensioni sono così straneVenerdì piacevole serata artistico-godereccia. Siamo andati a vedere la mostra Picasso: l'Arlecchino dell'arte al Vittoriano, curata da B. che mantiene sempre le aspettative ma stavolta più del solito. La mostra mi è piaciuta moltissimo perchè palesa, nell'affiancare opere molto diverse tra di loro, la poliedricità dell'artista. Ho amato vedere dal vivo un costume del Parade - li avevo studiati all'università i balletti futuristi ma dal vivo è impressive - così come ho adorato respirare a pieni polmoni l'atmosfera di un periodo tanto vitale per l'arte e per la cultura come quello a cavallo tra i '10 e i '30 del secolo scorso, periodo da me molto amato in tempo di studio.
Una gran bella mostra, dicevo. Più fruibile di altre che ho visto nello stesso spazio, ariosa e piena di spunti interessanti. Adoro accompagnare Marco all'arte moderna, perchè per il poco che ho studiato io qualche preconcetto di lettura ce l'ho mentre lui è come un bimbo e si stupisce, analizza, valuta in modo completamente vergine. Vederlo acquisire progressiva dimestichezza nella lettura delle opere mi ha divertito moltissimo, anche quando alla fine è tornato indietro, all'inizio della mostra, per rivedere l'Arlecchino e l'Italiana per esplicare una sua data teoria sulle proporzioni.
Personalmente ho amato gli Arlecchini, forse perchè influenzata dal titolo della mostra o perchè rimandano ad uno dei quadri che di lui mi piace di più, il Ritratto di Paul vestito da Arlecchino che non c'era nella mostra ma che riporto per completezza. Bella, bella, bella. Brava B.!



(Tutte le immagini © Succession Picasso 2008)
La serata è finita a pasteggiare a base di salsicciotti, birra (per chi l'ha bevuta, ahimè, noi pancione no!) e altre leccornie all'Antica Birreria Peroni. Molto piacevole e moooolto tipica, da consigliare alla suddetta, milanese naturalizzata romana, B. "L'Antica Birreria Peroni, unico locale storico del suo genere nella capitale, si può ben dire che viva in odore di santità. L'accoglie via di S. Marcello che, al passante disattento e frettoloso, può sembrare una delle tante stradine di Roma. I suoi sanpietrini, invece, raccontano storie di martirio e di miracoli. (..) Ora siamo in un presente formatosi all'ombra delle solide radici della tradizione. Il viaggio nella storia dell'Antica Birreria Peroni è terminato. Guardatevi intorno, lasciate correre la fantasia, e nel profumo d'antico del legno potrete rivivere quel passato misterioso e affascinante. (...) Da cento anni qui si ritrovano romani e turisti per mangiare, bere, ridere, scherzare e rilassarsi in compagnia. Qui diamo spazio alla simpatia ed alla spontaneità e tutti sono accolti con cordialità, a patto che vogliano fare baldoria insieme a noi. (...) Le nostre specialità infatti non sono solo "cose da cucina" ma anche e soprattutto cose che fanno bene allo spirito ed al buonumore. La nostra birra è genuina come le bevute che si fanno nel nostro locale e le nostre pietanze ci vanno a nozze. Venite a gustare un inimmaginabile Kilometer annaffiato dalla nostra Gran Riserva e scoprirete perché... ".
"Picasso-L'Arlecchino dell'arte" dall’11 ottobre 2008 all’8 febbraio 2009.
Complesso del Vittoriano Via di San Pietro in Carcere Roma
Orario: dal lunedì al giovedì 9.30 -19.30; venerdì e sabato 9.30 - 23.30; domenica 9.30 - 20.30
Antica Birreria Peroni - Via S. Marcello 19 - 00187 Roma
Aperto dal lunedi al sabato dalle ore 12:00 alle ore 24:00 Tel 06 67 95 310 -
http://www.anticabirreriaperoni.it info@anticabirreriaperoni.it
Ah.... marrana, tu uccidi una donna morta inviandomi cose del genere in una giornata come questa.....
I've been to cities that never close down,
from New York to Rio and old London town,
but no matter how far or how wide I roam,
I still call Australia home.
I'm always travelIing, I love being free,
and so I keep leaving the sun and the sea,
but my heart lies waiting over the foam,
I still call Australia home.
All the sons and daughters spinning 'round the world,
away from their family and friends,
but as the world gets older and colder,
it's good to know where your journey ends.
Someday we'll all be together once more,
when all of the ships come back to the shore,
I’ll realise something I've always known,
I still call Australia home.
but no matter how far or wide I roam,
I still call Australia I still call Australia, I still call Australia home.
but no matter how far or wide I roam,
I still call Australia I still call Australia, I still call Australia home.
(Peter Allen)
Ho trovato questo sito che mi sta facendo scompisciare dal ridere da questa mattina. Una penna arguta che mette in forma scritta molti dei miei pensieri di questi giorni, di queste settimane, di questi mesi. Molti dei miei pensieri da DONNA PIUTTOSTO INCINTA. Piuttosto incinta visto che ormai è un fatto concreto: 'sta bimba esiste davvero e prima o poi nascerà e non posso più nasconderlo a me e agli altri! Estraggo quà e là le parole con cui vengono acutamente descritti alcuni aspetti chiave dello stato "interessante", ovvero quello che mi ha maggiormente esilarato in questo lunedì mattina grigio topo.



Stanotte sveglia ad un'ora incredibile, come mi accade spesso di questi tempi per gli sbalzi ormonali cui si sommano le prove da centravanti della piccoletta. Ho riletto un pò di cose indietro in questo blog. E mi son resa conto di quanto sia importante fermare il tempo, ancora una volta lo ribadisco, perchè ti permette di riguardare a te stesso con prospettiva. Cosa che non sempre è possibile se ci si guarda soltanto giorno per giorno, nel pigro scorrere delle giornate che sembrano tutte uguali ma che in realtà sono rese uniche dal nostro pensare e dal nostro sentire. Ho riletto un po' di questo anno appena passato ed ho pensato alla fortuna che mi sta capitando alla luce dei timori di appena un anno fa, ho pensato a quanto mi è stato dato negli ultimi 12 mesi, a quante paturnie inutili mi sono trascinata dietro come una zavorra....e mi viene voglia di fare buoni propositi!
Io non credo nella guerra come strumento. C'è un dato inoppugnabile: la guerra è uno strumento che non funziona, semplicemente non funziona. (Gino Strada)
"VOI gridavate cose orrende e violentissime e VOI siete imbruttiti. IO gridavo cose giuste e ora sono uno splendido quarantenne ..."